La causa che oppone OpenAI e Microsoft al New York Times, ad altri editori e a un gruppo di autori è arrivata alla discussione sul fair use. Le parti hanno presentato richieste opposte di decisione sommaria al giudice federale Sidney Stein. Ognuna sostiene che gli elementi raccolti siano sufficienti per ottenere una pronuncia favorevole senza affidare l’intera questione a un processo.
Nessuna decisione è stata ancora emessa. Reuters riferisce che le mozioni sono state depositate nel procedimento consolidato presso il distretto meridionale di New York. Il fascicolo riunisce la causa avviata dal Times nel 2023 e le accuse di autori tra cui John Grisham, Jonathan Franzen e George R.R. Martin.
Le tesi contrapposte
OpenAI sostiene che l’addestramento ricavi schemi statistici generali dalle opere e produca un uso trasformativo. Microsoft afferma che la fase di raccolta delle prove non avrebbe mostrato una sostituzione dei libri nel mercato. Gli editori accusano ChatGPT di riprodurre parti dei contenuti, sottrarre pubblico e indebolire sia la vendita delle opere sia quella delle licenze. Gli autori indicano il rischio di una produzione concorrente ottenuta su scala molto maggiore.
Sono posizioni processuali. Il carattere “trasformativo” non deriva automaticamente dalla tecnologia usata: nel diritto statunitense viene valutato insieme alla natura dell’opera, alla quantità utilizzata e agli effetti economici. Nel 2025 due giudici californiani hanno riconosciuto un carattere trasformativo all’addestramento in casi simili, con valutazioni differenti sul danno al mercato e sulla provenienza dei materiali.
Quest’ultimo punto è centrale anche nella causa promossa dagli editori musicali contro Anthropic. L’eventuale utilizzo di copie pirata può essere esaminato separatamente dall’uso successivo dei testi per l’addestramento. Nel procedimento di New York il materiale coinvolto è più ampio e comprende giornalismo e libri.
Quanto pesa il mercato delle licenze
Il danno economico dipende anche da come verrà definito il mercato rilevante. Gli editori hanno iniziato a vendere accordi per l’addestramento e per l’accesso ai contenuti da parte dei sistemi AI. Da questa prospettiva, l’impiego senza autorizzazione compete con licenze già disponibili. OpenAI e Microsoft possono rispondere che una nuova possibilità commerciale non assegna automaticamente ai titolari un diritto esclusivo su qualunque uso trasformativo.
Intanto diversi gruppi editoriali stanno preparando contenuti strutturati per essere utilizzati da persone e macchine. In questo modo l’accesso automatizzato diventa più facile da controllare e vendere. La futura pronuncia di Stein influirà sul peso negoziale di questi accordi, ma tempi e contenuto della decisione non sono ancora noti.
