Guardian Media Group ha chiuso l’esercizio 2025/26 con ricavi record per 282 milioni di sterline. Il totale cresce del 2 per cento rispetto ai 276 milioni dell’anno precedente. La parte più dinamica arriva dai lettori: i ricavi digitali generati dal pubblico salgono del 17 per cento, da 107 a 126 milioni, mentre i sostenitori ricorrenti raggiungono quota 1,4 milioni.
Questi risultati danno consistenza a un modello che il Guardian presenta da anni come alternativa al paywall rigido. Una parte ampia del giornalismo resta accessibile e il lettore viene invitato a finanziarlo. Il numero di sostenitori è aumentato di 116 mila unità in dodici mesi. La crescita, però, non chiude ancora il conto: il gruppo registra un deflusso di cassa operativo rettificato di 17 milioni di sterline, in miglioramento rispetto ai 24 milioni dell’esercizio precedente.
Il pubblico internazionale sostiene la crescita
I ricavi fuori dal Regno Unito arrivano a 115 milioni di sterline, l’8 per cento in più, e rappresentano il 41 per cento del totale. Negli Stati Uniti raggiungono 64 milioni, con una crescita del 15 per cento. Il Guardian dichiara circa 500 mila sostenitori ricorrenti nel mercato statunitense e ricorda che quasi due terzi del traffico arrivano ormai da fuori del Regno Unito.
Il gruppo non si è limitato a distribuire gli stessi articoli a un pubblico più vasto. Ha investito nel giornalismo statunitense, nel video e nell’audio, aumentando le occasioni di contatto con i lettori e la riconoscibilità del marchio oltre la singola notizia. Il Telegraph ha seguito una strada simile con podcast e videopodcast pensati come prodotti editoriali continuativi.
Il Guardian mantiene una differenza decisiva: il sostegno economico non è sempre vincolato all’accesso. Il lettore può continuare a leggere senza pagare e contribuire perché considera utile la disponibilità pubblica del servizio. La crescita dei sostenitori mostra che questa promessa può essere convertita in ricavo. Non dimostra, da sola, che il modello sia già autosufficiente.
Le riserve danno al Guardian un tempo che altri editori non hanno
Guardian Media Group appartiene allo Scott Trust, la struttura che protegge l’indipendenza editoriale del giornale. Le riserve finanziarie consentono al gruppo di sostenere periodi nei quali l’attività operativa assorbe cassa. Questa protezione è un vantaggio raro nel mercato editoriale, ma non rende irrilevante il disavanzo annuale.
Il miglioramento da 24 a 17 milioni indica che la distanza si sta riducendo. Manca però una traiettoria pubblica che permetta di sapere quando la gestione corrente smetterà di dipendere dalle riserve. Mancano anche dettagli sufficienti sul costo di acquisizione dei sostenitori, sulla loro permanenza e sulla quota prodotta da contributi una tantum.
Il Guardian è cresciuto, ha allargato il pubblico internazionale e dipende meno dalla pubblicità tradizionale. Continua però a spendere più cassa di quanta ne generi attraverso le attività operative rettificate. I sostenitori volontari possono finanziare giornalismo accessibile su scala globale; i conti del 2025/26 dicono che l’equilibrio economico non è ancora stato raggiunto.
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