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Spot governativi prima del voto, la Casa Bianca non indica costi né agenzia

Tre spot nazionali con Donald Trump sono finanziati dal governo federale e trasmessi a cinque settimane dalle elezioni di metà mandato. Uno riprende quasi integralmente un annuncio della campagna 2024.

Schermo televisivo con podio presidenziale e ricevuta pubblica priva di importo

Tre spot televisivi nazionali con Donald Trump sono stati trasmessi negli Stati Uniti con la dicitura “Paid for by the US Government” a cinque settimane dalle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Uno dei filmati riprende quasi integralmente un annuncio usato dalla campagna presidenziale di Trump nel 2024. La Casa Bianca non ha indicato quale agenzia federale paghi gli spazi né il costo complessivo.

Gli spot sono comparsi durante Saturday Night Live e le partite domenicali della NFL. Secondo la ricostruzione di Reuters, celebrano una “età dell’oro americana”, associano immagini del presidente a messaggi patriottici e includono un filmato sulla “battaglia finale” già utilizzato nella precedente campagna.

Il formato di servizio pubblico e il contenuto elettorale

La Casa Bianca definisce i video annunci di servizio pubblico destinati a promuovere il patriottismo. Questa categoria viene normalmente usata per comunicazioni su salute, sicurezza o accesso ai servizi. Qui i messaggi ruotano intorno alla figura del presidente, ai suoi slogan e a un avversario politico descritto in termini generali.

Richard Painter, già responsabile dell’etica della Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush, ritiene che la glorificazione personale, l’attacco ai nemici e l’assenza di una politica pubblica specifica siano segnali di propaganda. Ha inoltre ipotizzato una violazione dello Hatch Act, la legge che limita le attività di campagna dei dipendenti federali. È una valutazione giuridica, non una decisione di un tribunale o di un’autorità di controllo.

Le critiche non provengono soltanto dai Democratici. Il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune ha detto di apprezzare il messaggio ma non l’uso di denaro pubblico. Il senatore repubblicano John Kennedy ha osservato che fondi governativi non dovrebbero finanziare la promozione personale.

Le informazioni mancanti impediscono il controllo

Per giudicare una campagna istituzionale servono almeno committente, obiettivo, pubblico, budget e piano media. In questo caso il disclaimer identifica genericamente il governo degli Stati Uniti. Reuters ha chiesto alla Casa Bianca quale ufficio paghi, quanto spenda e come risponda all’accusa di uso politico dei fondi. Non ha ricevuto risposta su questi punti.

La collocazione degli spot in programmi di grande ascolto mostra una distribuzione commerciale nazionale. Non sappiamo però se gli acquisti siano stati negoziati direttamente, affidati a un’agenzia o inseriti in un contratto già esistente. Non conosciamo neppure i criteri di targeting geografico e la durata prevista.

AdImpact stima che i gruppi allineati ai Repubblicani abbiano prenotato almeno 888 milioni di dollari di pubblicità per le settimane successive, contro almeno 666 milioni per i Democratici. Questi importi riguardano spesa elettorale privata tracciata dalla società e non comprendono automaticamente gli spot governativi. Il confronto spiega perché l’origine del denaro pubblico debba essere separata con precisione dai bilanci delle campagne.

Il problema editoriale e istituzionale coincide: lo stesso video può apparire come messaggio del governo o come propaganda a seconda di chi lo finanzia, del contesto e del contenuto. In questo caso il precedente filmato del 2024 offre un confronto verificabile. Restano necessari i documenti di acquisto e l’identità dell’agenzia responsabile. Senza quei dati, il pubblico vede il committente soltanto nell’ultima riga dello schermo.

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