In questo episodio di Fuori Posto, Andrea Roncato si racconta a Mirko Frezza e Valerio Savaiano partendo da una convinzione semplice e potentissima: “Per migliorare bisogna sbagliare.” Dietro i personaggi comici che hanno segnato una generazione e i film diventati cult, c’è un uomo profondamente normale: saggio, rispettoso, mai sopra le righe. Un uomo che non ha mai smesso di interrogarsi sul senso del successo, degli errori e dei valori che restano quando si spengono le luci.
Con la naturalezza di chi non ha bisogno di dimostrare nulla, Roncato attraversa la sua vita parlando di famiglia, infanzia, cadute, animali, rispetto. Ma anche di incontri che hanno fatto la storia non solo del cinema e della televisione, bensì di un’intera epoca culturale: Gigi Sammarchi, Francesco Guccini, Sandra Mondaini, Alberto Sordi, Giorgio Strehler, Pupi Avati, Bibi Ballandi.
Un racconto che restituisce il senso di un tempo in cui lo spettacolo era anche scuola umana, e il successo non cancellava la responsabilità di restare persone. Non è un’intervista celebrativa. È un elogio della normalità come scelta, come forza, come antidoto all’invidia e all’apparenza. La testimonianza di come si possa essere popolari senza perdere profondità, attraversare il successo senza smarrire il rispetto.
🎭 Un episodio che parla di cinema, certo. Ma soprattutto parla di come stare al mondo.
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