Visualizzazioni, algoritmi, “domani devi farne un altro”: la paura di cambiare linguaggio perché quando l’espressione diventa lavoro devi pensare anche a portare a casa soldi. Che poi si pensa chissà quanti siano, questi soldi… Dentro c’è anche il tema degli stereotipi maschili: l’uomo che deve reggere, non crollare, non ammettere paura. Mario invece fa l’opposto e lo rivendica: urlare l’ansia, dire “ho paura”, rendere visibile la fragilità come atto di forza e allo stesso tempo chiedersi come si campa quando la libertà creativa deve fare i conti con il “devi magna’ ”.
E poi la famiglia: il ruolo di padre, la responsabilità, l’ansia che non ti molla nemmeno quando stai facendo “la cosa più importante”. Non è una puntata comoda perché quando decostruisci un personaggio esce la parte viva. Ed è proprio lì che succede la cosa migliore: non il meme che intrattiene, ma l’uomo che prova a scegliere chi essere… anche se fa paura. 📍 Fuori Posto Live è realizzato anche grazie al contributo di Roma Capitale e Zètema (progetto vincitore dell’Avviso pubblico finalizzato alla raccolta di proposte progettuali per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione capitolina in occasione del Giubileo 2025)
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