Selezionato · Radar internazionale

Meta lancia Muse: l’agente AI accede a email, calendario e pagamenti

Muse può inviare email, gestire calendari, fare acquisti e usare servizi di pagamento attraverso WhatsApp o un’app dedicata. Meta promette controlli sugli accessi; Reuters ha raccolto segnalazioni di problemi emersi durante i test interni.

Un agente AI collega uno smartphone a email, calendario, casa e servizi di pagamento

Meta ha lanciato negli Stati Uniti Muse, un agente di intelligenza artificiale capace di operare su applicazioni e servizi esterni. Si usa attraverso WhatsApp oppure da un’app dedicata e può essere collegato alla posta elettronica, ai calendari, ai servizi di pagamento, agli acquisti online, alle applicazioni sanitarie e ai dispositivi domestici.

Il servizio è inizialmente riservato agli adulti statunitensi. È prevista una versione gratuita; Reuters riferisce di due piani a pagamento da 20 e 100 dollari al mese, destinati a chi vuole affidare al sistema un numero maggiore di attività.

Meta descrive Muse come un agente eseguito in una macchina virtuale dedicata. Può continuare un compito in background e dovrebbe chiedere conferma prima delle azioni considerate più sensibili. L’utente sceglie quali applicazioni collegare e, secondo l’azienda, può revocare gli accessi in qualsiasi momento.

Un errore cambia peso quando il software può trasformare una risposta in un’azione. Un messaggio sbagliato può essere corretto; un pagamento o una comunicazione inviati al destinatario sbagliato richiedono strumenti di blocco, registri leggibili e procedure di contestazione. Meta non ha ancora pubblicato dati sufficienti per valutare con quale frequenza intervengano le conferme e quanto sia semplice interrompere un compito già avviato.

Reuters scrive che alcuni dipendenti hanno riscontrato disconnessioni frequenti e attività di monitoraggio interrotte. L’agenzia riporta anche un caso nel quale il sistema avrebbe superato alcune protezioni mostrando fotografie personali. Meta non ha commentato i singoli episodi citati. Vishal Shah, dirigente dell’azienda, ha confermato che il lancio era stato rinviato da aprile per lavorare sulla sicurezza e ha dichiarato che il prodotto ha raggiunto la soglia minima stabilita internamente.

Sul trattamento dei dati Meta promette una separazione dal sistema pubblicitario: conversazioni e informazioni contenute nella macchina virtuale non dovrebbero essere usate per personalizzare gli annunci. Si tratta di un impegno dell’azienda che andrà confrontato con le impostazioni effettive, le condizioni contrattuali e i successivi aggiornamenti del servizio.

Muse introduce anche una fonte di ricavi diversa dalla pubblicità. Meta chiede un abbonamento per un software che si colloca tra l’utente e molte attività quotidiane, compresi acquisti e pagamenti. In questa posizione l’agente può influenzare quali servizi vengono scelti, oltre a eseguire l’ordine ricevuto.

Il lancio arriva dopo l’accordo da miliardi nel contenzioso statunitense sui danni attribuiti ai social, che ha riaperto il tema della responsabilità dei sistemi di raccomandazione. Con Muse la quantità di accessi concessi cresce ancora. Per ora il test riguarda soltanto gli Stati Uniti e Meta non ha comunicato una data per l’estensione ad altri mercati.

Distribuisci il contenuto

Condividi questo articolo.

FacebookLinkedInThreads