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Meta prova le Note della comunità in 16 Paesi latinoamericani

Meta apre il reclutamento dei collaboratori in 16 Paesi ispanofoni dell’America Latina. Le note non sono ancora visibili e il fact-checking professionale continua durante il test, senza una data pubblica per la sostituzione.

Una mappa astratta dell’America Latina collegata a schede di contesto scritte e valutate da comunità diverse

Meta ha avviato i test delle Note della comunità in sedici Paesi ispanofoni dell’America Latina. Per ora gli utenti idonei possono candidarsi e scrivere contributi, ma le note non vengono ancora mostrate al pubblico. Il programma di fact-checking indipendente continua a funzionare durante questa fase e non esiste una data pubblica per la sua eventuale sostituzione.

Meta, dunque, non ha ancora sostituito i fact-checker in America Latina. Sta reclutando i collaboratori e misurando la qualità dei loro contributi. Le note diventeranno visibili nei singoli Paesi soltanto quando l’azienda giudicherà sufficienti partecipazione e affidabilità.

Sedici mercati, con il Brasile fuori

Il test riguarda Argentina, Bolivia, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Uruguay e Venezuela. Il Brasile resta escluso, senza una motivazione indicata nell’annuncio.

Può partecipare chi ha almeno diciotto anni, usa da più di sei mesi un account o una pagina senza violazioni recenti e ha verificato il telefono o attivato l’autenticazione a due fattori. Le note dovrebbero comparire soltanto quando ricevono valutazioni positive da collaboratori che in passato hanno espresso giudizi differenti. Il consenso tra persone normalmente in disaccordo è il meccanismo con il quale Meta prova a evitare che una maggioranza politica o culturale imponga la propria versione.

Negli Stati Uniti, dove il fact-checking professionale è stato sostituito nel 2025, Meta dichiara 1,4 milioni di collaboratori, più di 50 mila note pubblicate e circa 200 milioni di persone raggiunte da almeno una nota nel mese di luglio. Sono dati dell’azienda e non consentono di misurare quanti contenuti problematici restino senza contesto, quanto tempo richieda una correzione o come cambi la diffusione di un post prima che la nota compaia.

La comunità usa fonti che qualcuno deve produrre

LatamChequea, rete composta da 47 organizzazioni, ha chiesto a Meta di mantenere la verifica professionale accanto alle note. La posizione va letta anche sapendo che alcune testate della rete ricevono compensi dalla piattaforma per questo lavoro. Il possibile conflitto economico non annulla l’argomento centrale: i collaboratori volontari citano spesso articoli, documenti e verifiche prodotti da redazioni e fact-checker. Ridurre quelle risorse può impoverire le fonti sulle quali il sistema comunitario si appoggia.

Factchequeado richiama inoltre un’analisi secondo cui soltanto una piccola quota dei post Instagram classificati come falsi da AFP negli Stati Uniti avrebbe ricevuto una nota. Il confronto non è definitivo e riguarda un campione specifico, ma mostra la differenza tra il numero complessivo di note e la copertura dei contenuti già identificati come problematici.

Meta presenta le Note della comunità come uno standard destinato a sostituire gradualmente il vecchio programma. Nel test latinoamericano, però, i due sistemi convivono ancora. La qualità andrà valutata con dati accessibili, tempi di intervento e tassi di copertura, non attraverso il solo numero dei volontari. La piattaforma sta trasferendo una parte della moderazione informativa agli utenti; continua intanto a decidere le regole, l’algoritmo di pubblicazione e il momento in cui il modello professionale potrà essere spento.

Leggi anche: Meta pagherà fino a 18 miliardi. Il feed algoritmico rimane al suo posto.

Fonti: Meta, annuncio ufficiale; UOL, posizione di LatamChequea; Factchequeado, analisi del test.

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