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Reuters porta su Connect l’archivio ITN e usa l’AI per catalogarlo

Reuters renderà disponibile su Connect l’archivio televisivo di ITN, formato da oltre un milione di clip dal 1955 a oggi. Altre 12.000 ore saranno digitalizzate e arricchite con trascrizioni, traduzioni e descrizioni prodotte attraverso Imagen.

Pellicole e video storici vengono digitalizzati, catalogati e preparati per la concessione in licenza

Reuters ha raggiunto un accordo con ITN per distribuire in esclusiva attraverso Reuters Connect oltre settant’anni di giornalismo televisivo britannico. Il materiale parte dal 1955 e comprende, secondo le aziende, più di un milione di clip. La disponibilità per la ricerca e l’acquisto di licenze è prevista dal 1° gennaio 2027.

L’operazione comprende la digitalizzazione di altre 12.000 ore di video. Reuters utilizzerà la propria tecnologia Imagen per aggiungere trascrizioni, traduzioni, descrizioni delle inquadrature e metadati. Queste informazioni dovrebbero rendere recuperabili anche sequenze che oggi richiedono una conoscenza diretta dell’archivio o ricerche manuali molto lunghe.

I numeri provengono dall’annuncio congiunto di Reuters e ITN. Prezzi, clienti previsti e ripartizione dei ricavi non sono stati comunicati.

I quattro moduli di Imagen

Nella stessa giornata Reuters ha presentato una nuova organizzazione della piattaforma Imagen. L’offerta è divisa in quattro moduli. Hub gestisce il patrimonio centrale; Live acquisisce e ritaglia i contenuti in tempo reale; Engage serve alla distribuzione verso pubblico e partner; Intelligence produce informazioni utili alla ricerca. I clienti possono acquistare i moduli separatamente o combinarli.

L’accordo con ITN mostra come questa architettura possa essere usata su un catalogo storico: il filmato viene acquisito, descritto, ritrovato e infine concesso in licenza nello stesso ambiente. Reuters aveva già aperto una strada simile rendendo disponibili notizie e archivi come dati utilizzabili dai sistemi automatizzati. Ora applica il modello al video e aggiunge gli strumenti necessari alla lavorazione quotidiana.

I metadati decidono che cosa si trova

La catalogazione automatica riduce tempi e costi, ma assegna un ruolo delicato alle descrizioni prodotte dal sistema. Se un nome viene trascritto male o una scena riceve categorie troppo generiche, il contenuto può rimanere escluso dai risultati pur essendo stato digitalizzato. Su un archivio di queste dimensioni, il controllo umano dei metadati e la possibilità di correggerli saranno parte della qualità del servizio.

L’interesse economico è evidente. Una clip storica genera ricavi soltanto quando un cliente riesce a trovarla, valutarla e ottenere rapidamente i diritti necessari. Digitalizzazione e conservazione rappresentano dunque l’inizio del lavoro. Reuters vuole gestire anche i passaggi che portano il filmato dentro una produzione o una nuova pubblicazione.

Nel recap della settimana precedente gli archivi comparivano già tra le risorse contese da editori, piattaforme e società di intelligenza artificiale. L’accordo ITN aggiunge un caso operativo, con una data di apertura del catalogo e una quantità definita di materiale da trattare. Restano da conoscere il listino e le condizioni commerciali.

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