Storia dei Daft Punk: il giorno in cui il futuro è finito (dalle origini a Epilogue)

Dall’anonimato delle maschere all’addio del 2021: un viaggio nella leggenda che ha cambiato la musica elettronica.

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Un deserto. Una giacca che esplode. Una parola sola: Epilogue. Il 22 febbraio 2021 i Daft Punk hanno annunciato la loro fine senza conferenze stampa né interviste, lasciando milioni di fan con una domanda: com’è possibile che “il futuro” sia davvero finito?

La storia dei Daft Punk: dove tutto è iniziato
La storia dei Daft Punk nasce nel 1992, in un garage di Parigi, tra prove, intuizioni e un primo progetto chiamato Darlin’. Paradossalmente, fu anche un insulto su una recensione del Melody Maker a dare la scintilla definitiva: da lì, Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo trasformarono l’idea in un’identità nuova, protetta da maschere e silenzi.

Caschi, French Touch e la notte che cambiò tutto
Tra French Touch e sperimentazione, arrivano i caschi (diventati simbolo assoluto) e poi la consacrazione: la piramide LED di Coachella 2006 e l’energia di Alive riscrivono le regole della musica elettronica.

Dall’ultimo atto a Epilogue
Con Random Access Memories i Daft Punk firmano un capitolo finale monumentale, fino alla fine dei Daft Punk raccontata da Epilogue e alle riflessioni successive di Thomas Bangalter.

Vuoi rivivere ogni dettaglio e capire cosa hanno lasciato davvero in eredità? Guarda il video e condividi l’articolo con chi ama la storia della musica.

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