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Suno lancia tre modelli AI addestrati con musica concessa in licenza

Suno presenta la famiglia v6, sviluppata dopo gli accordi con Warner Music, BMG e Believe. È uno dei primi tentativi di costruire un servizio di musica generativa attorno a repertori autorizzati, ma i contratti e i compensi non sono pubblici.

Un archivio musicale autorizzato entra in un sistema di generazione basato sull’intelligenza artificiale

Suno ha lanciato tre nuovi modelli per generare musica: v6, v6-Wild e una versione gratuita chiamata v6-mini. Secondo Reuters, i sistemi sono stati sviluppati nell’ambito degli accordi raggiunti con Warner Music Group e BMG. Axios cita anche Believe tra i partner e riferisce che per l’addestramento è stata utilizzata musica concessa in licenza.

V6 e la variante sperimentale v6-Wild saranno riservati agli abbonati Pro e Premier, mentre v6-mini sarà accessibile gratuitamente. Le versioni precedenti dovrebbero essere ritirate. Suno prova così a sostituire modelli contestati dai titolari dei diritti con una nuova generazione legata ad accordi commerciali.

Gli accordi con Warner e BMG

Warner Music Group aveva annunciato la propria intesa nel novembre 2025, chiudendo anche il contenzioso tra le due società. BMG ha formalizzato l’accordo il 12 agosto 2026. Nel comunicato di BMG si legge che artisti e autori potranno scegliere se aderire e che l’intesa comprende anche l’uso precedente delle opere.

I termini economici sono riservati. Le aziende non hanno indicato la dimensione del repertorio utilizzato, il criterio con cui viene attribuito valore a una singola opera o quanto riceveranno gli artisti coinvolti. Di conseguenza, oggi si può verificare l’esistenza delle licenze, mentre la distribuzione effettiva dei ricavi rimane fuori dalla vista.

Suno sostiene che svilupperà esperienze nelle quali gli artisti potranno autorizzare l’uso della propria identità musicale ed essere pagati. Axios riferisce inoltre che i nuovi modelli limiteranno le imitazioni dirette di artisti conosciuti. Sarà l’uso quotidiano a mostrare quanto sia efficace il limite, soprattutto nei casi in cui un brano richiama una voce o uno stile senza riprodurre elementi facilmente isolabili.

Le cause non sono finite

Gli accordi coprono soltanto i soggetti che li hanno sottoscritti. Altri titolari dei diritti continuano a contestare Suno e aziende simili; resta da stabilire come siano state raccolte le opere usate in passato e quale trattamento spetti a chi non aderisce. Nella causa avviata contro Anthropic dagli editori musicali, la provenienza dei file e l’eventuale ricorso a copie pirata hanno un peso centrale. Per i nuovi modelli di Suno, almeno una parte del repertorio ha ora una base contrattuale dichiarata.

La licenza, da sola, non decide come milioni di nuove tracce entreranno nei servizi di ascolto. Le classifiche australiane hanno già fissato un confine tra musica generata e musica assistita dall’AI, aprendo questioni di etichettatura e ammissibilità. Le piattaforme dovranno inoltre impedire che la produzione automatizzata alteri raccomandazioni e pagamenti.

Suno ha quindi presentato un modello commerciale più definito, non ancora un sistema trasparente per artisti e autori. La valutazione cambierà quando saranno disponibili dati su adesioni, repertori utilizzati e compensi.

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