Governi locali e distretti industriali cinesi stanno offrendo potenza di calcolo, affitti agevolati e sussidi a studi che producono film e serie brevi con l’intelligenza artificiale. Shanghai ha varato misure dedicate alle micro-serie, Pechino dispone di un fondo da 260 milioni di yuan per le tecnologie audiovisive e Shenzhen sostiene spazi, effetti visivi e produzione. La politica industriale ha già moltiplicato l’offerta più rapidamente dei titoli capaci di trovare un pubblico molto ampio.
Nel primo semestre del 2026 sono stati pubblicati su Douyin 221.900 nuovi show AI. Secondo i dati di DataEye citati nel reportage di Reuters, 1.055 hanno superato cento milioni di visualizzazioni, soglia usata nel settore come misura di successo. Il rapporto tra i due numeri non dice quanti show siano redditizi, ma mostra una selezione molto stretta dopo l’aumento della produzione.
Il costo per minuto è crollato
La televisione pubblica CCTV stima che il costo di una serie breve AI sia sceso nel primo semestre da circa 5.000 yuan al minuto a poche centinaia. Un regista intervistato da Reuters confronta 60.000 yuan necessari per girare una scena di matrimonio con metodi tradizionali e 1.400 yuan spesi per crearne una versione surreale con strumenti generativi. Sono esempi dichiarati dai produttori, non un listino valido per ogni progetto.
Il vantaggio riguarda set, comparse e alcune lavorazioni visive. Altri costi rimangono: sceneggiatura, supervisione, correzioni, licenze, distribuzione e promozione. Se l’offerta cresce, anche la capacità di farsi trovare diventa una voce economica. Pubblicare a basso costo non garantisce che l’algoritmo assegni traffico o che gli spettatori completino gli episodi.
iQIYI ha dichiarato di puntare con decisione sull’AI e offre sussidi ad alcuni creator. Intanto la National Film Administration ha autorizzato la proiezione di Sanxingdui: Future Memories, film di fantascienza di novanta minuti indicato come la prima produzione AI di un grande studio cinese a ottenere il via libera per le sale. Il produttore Bona Film Group ne prevede l’uscita entro l’anno.
Etichette obbligatorie, copyright incompleto
La Cina richiede che i contenuti generati siano segnalati, ma non ha ancora introdotto un quadro completo sul copyright delle opere e dei materiali usati. Attori e doppiatori hanno contestato l’impiego delle proprie sembianze e voci. Alcuni spettatori denunciano personaggi, coreografie e stili ripresi senza attribuzione.
Questi problemi non sono accessori alla produzione. Se un sussidio riduce il costo del calcolo ma il produttore non può dimostrare la provenienza delle immagini e delle voci, il titolo diventa più difficile da licenziare all’estero. La distribuzione internazionale citata dai programmi pubblici richiede contratti e garanzie che un’etichetta “generato con AI” non sostituisce.
La politica cinese ha già creato studi, fondi e un volume notevole di nuovi show. La misura utile nei prossimi mesi sarà meno il numero di video caricati e più la quota di produzioni che recupera i costi, mantiene diritti tracciabili e ottiene pubblico senza sussidi aggiuntivi. I 1.055 titoli sopra cento milioni di view offrono un primo confine; non descrivono ancora un’industria economicamente stabile.
