Authors Guild e altre associazioni di scrittori hanno chiesto agli editori di rinunciare alla propria quota del fondo collegato alla causa contro Anthropic quando il libro è da tempo fuori catalogo. Per quei titoli, sostengono le organizzazioni, il 100 per cento dell’importo dovrebbe andare all’autore. La richiesta è contenuta in una dichiarazione datata 18 settembre e pubblicata online dalla Guild il 1° ottobre.
Le associazioni propongono inoltre un ristoro per alcune opere rimaste fuori dalla procedura perché il copyright non era stato registrato entro i termini richiesti. Gli editori che avevano assunto contrattualmente l’obbligo di registrazione dovrebbero destinare parte dei propri proventi a questi autori, con un importo indicativo di circa 1.500 dollari per titolo, pari alla metà del riconoscimento citato dalla Guild.
È una domanda rivolta agli editori, non una regola già incorporata nel fondo. La dichiarazione dell’Authors Guild spiega i criteri proposti, ma non dispone dei dati completi sulle opere presenti nei dataset contestati. Autori e agenti devono quindi verificare contratti, registrazioni e presenza dei titoli negli archivi indicati dalla controversia.
Il fuori catalogo cambia l’equilibrio del contratto
Un editore può conservare diritti su un libro anche quando non lo stampa più e non lo promuove. I contratti definiscono condizioni diverse per la restituzione dei diritti: indisponibilità commerciale, soglie di vendita, richieste formali o scadenze. La Guild ritiene che, per opere da lungo tempo fuori catalogo, l’editore non abbia sostenuto una perdita commerciale paragonabile a quella dell’autore e debba lasciare a quest’ultimo l’intera compensazione.
La tesi non cancella automaticamente i contratti esistenti. Alcuni editori possono avere mantenuto versioni digitali, licenze territoriali o altre forme di sfruttamento. Per applicare la richiesta occorre stabilire che cosa significasse “fuori catalogo” nel periodo rilevante e chi possedesse i diritti quando le copie furono acquisite.
Le organizzazioni indicano come riferimenti temporali luglio 2021 e agosto 2022, le date associate ai download descritti nel procedimento, e chiedono di verificare la presenza dei libri su LibGen o Pirate Library Mirror. Un’opera pubblicata prima di quelle date può rientrare nel gruppo soltanto se soddisfa anche gli altri criteri. La disponibilità in un archivio non prova, da sola, quale copia sia stata usata.
La registrazione tardiva produce una seconda disputa
Negli Stati Uniti la registrazione tempestiva del copyright incide sulla possibilità di ottenere determinate forme di risarcimento. La Guild si concentra sugli autori il cui editore aveva promesso di occuparsi della registrazione ma non lo aveva fatto in tempo. Questi titoli potrebbero essere esclusi dal pagamento pur avendo subito lo stesso uso contestato ad Anthropic.
La proposta di circa 1.500 dollari per titolo cerca di trasferire una parte del costo sull’editore che avrebbe mancato un obbligo contrattuale. Anche qui servirà una verifica individuale. Bisogna leggere la clausola, controllare la data di registrazione e collegare il titolo ai dataset. Un errore amministrativo dell’editore e una registrazione affidata all’autore non possono essere trattati nello stesso modo.
La domanda pone un problema di distribuzione interno alla filiera. Una transazione collettiva crea una somma, ma non risolve automaticamente chi abbia subito la perdita economica fra autore ed editore. I contratti editoriali furono scritti per vendite, ristampe e licenze riconoscibili; l’acquisizione massiva di file destinati all’addestramento produce un uso che molti accordi non descrivono in modo esplicito.
Le verifiche necessarie prima di una richiesta
La Guild invita gli autori a raccogliere contratto di edizione, stato dei diritti, prova della registrazione e informazioni sulla presenza del libro negli archivi coinvolti. L’associazione precisa di non possedere l’elenco completo del dataset. Non può quindi confermare l’eleggibilità di un’opera soltanto dal titolo o dal nome dell’autore.
Il tema si collega al confronto più ampio sulle licenze per l’AI, ma qui la questione è successiva: una volta creato un fondo, chi riceve il denaro. Nel dibattito australiano analizzato da Fukyo, il governo sta ancora decidendo se e come autorizzare l’uso di opere per il training. La richiesta della Guild riguarda invece la ripartizione di una compensazione dentro rapporti editoriali già esistenti.
La prossima scelta concreta spetta agli editori che presenteranno le domande al fondo. Dovranno decidere se applicare volontariamente i criteri proposti e spiegare agli autori come hanno classificato i libri fuori catalogo e le registrazioni tardive.
