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Podcast stabili, piattaforme cambiate: Netflix supera Apple negli Stati Uniti

Un sondaggio su 5.473 adulti statunitensi misura ascolto mensile stabile al 55%. Netflix diventa la terza piattaforma più citata per i podcast.

Cuffie davanti a tre grandi campi di colore e a un'onda audio

Il 55 per cento degli adulti statunitensi intervistati da Sounds Profitable dichiara di avere consumato un podcast nell’ultimo mese; il 39 per cento lo ha fatto nell’ultima settimana. Le quote sono sostanzialmente stabili rispetto al 2025. A cambiare è il luogo indicato dal pubblico: Netflix è diventata la terza piattaforma più nominata, dietro YouTube e Spotify e davanti ad Apple.

I risultati provengono da un sondaggio ponderato sulla popolazione di 5.473 adulti negli Stati Uniti, raccolto nell’agosto 2026 e pubblicato il 1° ottobre. La prima parte di The Podcast Landscape 2026 misura abitudini dichiarate, non log di ascolto delle piattaforme. La posizione di Netflix indica riconoscimento e uso riferito dagli intervistati; non dimostra con dati indipendenti quante ore di podcast siano state viste nel servizio.

Il pubblico non cresce, ma continua a rinnovarsi

Il 74 per cento del campione dice di avere provato almeno una volta un podcast. La stabilità mensile e settimanale suggerisce che il formato abbia raggiunto una fase matura nel mercato statunitense. Allo stesso tempo, circa un terzo degli ascoltatori afferma di avere iniziato nell’ultimo anno. Nuove persone entrano mentre altre riducono o interrompono il consumo.

Questa rotazione conta per editori e produttori. Una quota aggregata stabile può nascondere cambiamenti rilevanti nella composizione del pubblico, nei programmi scelti e nei servizi usati. Le strategie di acquisizione non possono basarsi soltanto sul totale nazionale: devono osservare quali gruppi iniziano, quali abbandonano e attraverso quale contenuto.

Il 40 per cento degli ascoltatori dichiara inoltre di consumare podcast almeno qualche volta insieme ad altre persone. L’immagine dell’ascolto esclusivamente individuale in cuffia descrive quindi soltanto una parte del comportamento. Televisori e programmi video facilitano un consumo condiviso in casa.

La televisione modifica la definizione della piattaforma

Netflix ha iniziato a ospitare e promuovere programmi che il pubblico riconosce come podcast. La sua salita nella lista non richiede che ogni contenuto rispetti una definizione tecnica basata su feed RSS. Per l’intervistato conta il programma, il conduttore e la forma della conversazione più del protocollo di distribuzione.

Sounds Profitable rileva che il 44 per cento degli ascoltatori settimanali consuma video podcast, contro il 40 per cento dell’anno precedente. Soltanto il 17 per cento si aspetta che un podcast sia esclusivamente audio. Questo non rende marginale l’ascolto senza immagini: molte persone possono guardare un episodio e ascoltarne un altro. Indica però che il video è entrato nelle aspettative di una parte ampia del pubblico.

La quota di chi usa soprattutto un’app nativa per podcast è scesa dal 19 al 15 per cento. Il dato aiuta a spiegare la pressione sulle app specializzate: YouTube, Spotify e Netflix possono inserire i programmi dentro abitudini costruite per video, musica o intrattenimento generale.

Distribuzione e abbonamenti devono seguire usi diversi

Apple ha annunciato di voler aggiungere video riservati agli abbonati in Apple Podcasts. Il nuovo sondaggio offre il contesto per quella scelta: Apple conserva un ruolo importante, ma compete con servizi capaci di mostrare i programmi sul televisore e di raccomandarli accanto ad altri generi.

Per un produttore, pubblicare ovunque non significa consegnare lo stesso oggetto. Il file audio serve l’ascolto in movimento; il video lungo può funzionare sul televisore; le clip aiutano la scoperta. Diritti musicali, montaggio, pubblicità e dati disponibili cambiano in ogni ambiente. La distribuzione multipiattaforma richiede quindi versioni coordinate e metriche che non sommino una riproduzione video breve a un episodio ascoltato per intero.

Sounds Profitable pubblicherà altre parti della ricerca su scoperta, pubblicità, contenuti e intelligenza artificiale. Quelle sezioni diranno se il trasferimento fra piattaforme modifica anche come il pubblico trova e finanzia i programmi. Per ora il risultato più concreto è che la dimensione mensile resta ferma mentre la porta usata per entrare nel podcast si sposta verso servizi nati per altro.

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